Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
il fiore
People
Peonia, la seduzione si fa fiore
Inviato da Alessandra il 27-04-2018 12:05
Flower-3334259_1920_1_d12e0b16

Contendono alle rose il titolo di "Regine dei fiori", per la bellezza, il profumo, la perfezione dei fiori. Hanno un unico neo: vanno godute adesso, in maggio, prima che sia troppo tardi.

Opulente, magnifiche, regali, carnose, provocanti e sensuali. Le peonie schiudono ora, tra la fine di aprile e la fine di maggio, le loro enormi corolle prorompenti di colore e carnalità, per la gioia dei nostri occhi. A buon diritto contendono, in questo mese, lo scettro di "regine dei fiori" alla rosa, fra noi Occidentali, che non le proclamiamo Regine perché il loro splendore – purtroppo – si esaurisce in 30 giorni, mentre le rose ci regalano emozioni fino a ottobre inoltrato... Ma nella loro patria, l'Estremo Oriente e in particolare la Cina, le peonie vincono il titolo: fra l'altro, dal 1903 con la dinastia Qing questo è il fiore nazionale cinese. Laggiù, sono un elegante quanto elitario simbolo culturale: a Luoyang e a Heze, nella Cina centro-orientale, dottori e contadini, manager e casalinghe, politici e spazzini, in totale decine di migliaia di persone pagano un biglietto per sedersi una mezz’ora in meditazione davanti a una peonia in fiore. E i grandi saggi orientali sono sempre ritratti in contemplazione di una peonia. Perché la peonia (e il mondo vegetale in generale) fa parte del bagaglio culturale e sociale acquisito fin dalla più tenera infanzia, in tutte le classi sociali: come da noi è normale apprezzare e divertirsi a un concerto o al cinema, nelle Terre del Dragone (e del Sol Levante) è altrettanto acquisito trascorrere il proprio tempo libero in ammirazione di una fioritura – delle peonie piuttosto che dei Prunus da fiore – o di una pianta bonsai. D'altronde in Cina la coltivazione incominciò alla metà del VIII secolo, e data ad allora la varietà 'Cento once d'oro', il prezzo per ammirarne la fioritura, non certo per averne una pianta... E il Giappone, dove le peonie arrivarono attorno all'anno 1000, è oggi il maggior produttore mondiale di queste inebrianti piante.

 

TUTTI PAZZI PER LEI

L’Europa colta ne conobbe la sola descrizione – "un fiore simile a quello delle rose, ma di dimensione più grande e portato da steli privi di spine" – alla metà del XVII secolo, ma dovette attendere la fine del XVIII secolo per vedere i primi esemplari. Li portò dalla Cina il botanico Joseph Banks ed erano peonie arboree (Paeonia suffruticosa), che vennero piantate nel Kew Garden di Londra. Già all'inizio dell'800 scoppiò la peonia-mania, complice un regalo, nel 1803 da parte dall’Imperatore della Cina all’imperatrice Giuseppina, di una magnifica collezione di peonie, soprattutto erbacee (P. lactiflora), per il suo giardino della Malmaison. La creazione di nuove varietà prese avvio nel 1840, quando l’esploratore britannico Robert Fortune portò dalla Cina una ventina di piante. Da quel momento, si scatenarono i floricoltori di tutta Europa: Francesi, Olandesi e Inglesi in testa. Gli Statunitensi seguirono a ruota, tra la fine dell'800 e l'inizio del '900. Oggi sono gli Usa e l'Olanda i due Paesi europei più vivaci nella creazione di nuove varietà, seguiti da Gran Bretagna, Germania, Francia e Italia. Da noi è il Centro Botanico Moutan (vedi box) a lasciare a bocca aperta, visitandolo in questo mese... Basti accennare che, in un continuo carosello di tinte (dal bianco al porpora scuro, passando per infinite sfumature di rosa), di strabilianti forme e di inebrianti profumi, attualmente convivono più di 200mila piante, per circa 600 varietà e ibridi naturali di peonie, tra erbacee e arboree, scenograficamente adagiate sotto olivi secolari o incorniciate da generosi cespugli di nocciolo, per un’estensione di circa 15 ettari di terreno. 

CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE
LA RIVISTA