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Ortensie di primavera
Inviato da Alessandra il 13-04-2018 10:45
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CENNI BOTANICI

Il genere Hydrangea (questa la denominazione scientifica delle Ortensie) comprende più di 70 specie diverse, la maggior parte delle quali si presenta sotto forma di arbusto dall’altezza contenuta (da 1 a 3 metri), anche se esistono varietà in forma di piccolo albero o ancora rampicanti che raggiungono i 30 metri di sviluppo. Possono essere sempreverdi o decidue, ma le specie di più ampia diffusione nelle zone temperate appartengono alla seconda categoria e fioriscono dall’inizio della primavera al tardo autunno. Le infiorescenze si presentano raggruppate in grande numero alla fine degli steli, in forma di corimbi (ovvero a sfera). Nel centro si trovano solitamente piccoli fiori dall’aspetto insignificante, mentre la parte esterna ospita fiori dall’aspetto decisamente più appariscente, con grandi e colorati tepali. Le tipologie di fiori che caratterizzano le diverse specie di Ortensie si possono raggruppare secondo due diverse disposizioni: nel gruppo Lace Caps le infiorescenze sono formate da un piatto centrale di boccioli non schiusi, circondati da ampi fiori completamente formati; nel gruppo Hortensia i corimbi sono globosi (a sfera completa, mezza sfera...) e voluminosi, con diametro anche di una ventina di centimetri. Le varietà da coltivazione sono state appositamente selezionate per sviluppare i fiori del tipo più decorativo, ma in natura allo stato selvatico sono molto più comuni le specie con boccioli piccoli e sottosviluppati.

MACROPHYLLA

Se è vero che esiste, come abbiamo prima spiegato, una gamma davvero ampia di varietà, bisogna anche dire che nel nostro continente sono poche le specie diffusamente coltivate (il numero degli esemplari diffusi sopperisce abbondantemente alla scarsa varietà!). La più conosciuta e amata, per la bellezza e abbondanza dei fiori, è senza dubbio la specie H. macrophylla (letteralmente: “dalla foglia larga”). Comprende moltissime varietà (più di 600 quelle registrate!), alcune delle quali dotate di corimbi a sfera intera. Designer di giardini e paesaggi ne fanno ampio uso nelle bordure cespugliose o sullo sfondo di letti florali: sono meravigliose dietro a fiori bianchi o dalla colorazione tenue, poco intensa. Un ulteriore vantaggio ornamentale è dato dalla lunga durata dei fiori stessi: abbelliscono il giardino da inizio estate a inizio inverno. Una delle particolarità di H. macrophylla è quella di essere “visibilmente” suscettibile al pH del terreno in cui cresce. Cosa intendiamo con questo? La gamma di colori di cui questa specie va dal blu al rosso, dal rosa al viola più o meno intenso. Se normalmente una cultivar tenderà ad assumere una certa colorazione, questa sarà comunque principalmente influenzata dal pH del substrato di crescita; se il terreno è acido (con pH inferiore a 7), i fiori tenderanno al blu; viceversa, se il terreno risulterà alcalino (pH superiore a 7), il colore assunto sarà nella gamma del rosa. Ciò succede perché l’Ortensia tende ad assumere e accumulare ioni di alluminio dal terreno, che producono una particolare reazione chimica entrando in contatto con i pigmenti florali. Questa particolare caratteristica le è valsa, presso i giardinieri inglesi, il soprannome di “Change Rose”, ovvero “rosa del cambiamento”.

Tag: ortensie | fiore |
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