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Incantevoli racconti di natura
Inviato da Alessandra il 30-03-2018 12:13
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Parco botanico San Liberato 

Nel raccontare la nascita del Parco Botanico di San Liberato ci si ricollega appunto al mondo onirico, in modo costante. L’idea che ispirò i proprietari della tenuta e l’architetto stesso che condusse i lavori di realizzazione del Parco fu proprio quella di costruire un dialogo tra natura e sogno. Un rimando ininterrotto, che doveva vedere le piante e i paesaggi che esse stesse contribuivano a creare come la trama di un grande arazzo rappresentante il mondo della fantasia e dell’immaginazione, un luogo dove fosse possibile entrare in una realtà parallela e incantevole. Primavera 1964: Russell Page, paesaggista inglese di fama internazionale, viene invitato dal Conte Donato Sanminiatelli e dalla sua consorte, la Principessa Maria Odescalchi, a visitare il terreno adiacente la chiesa di San Liberato. La suggestiva area verde affacciata sullo specchio delle acque del Lago di Bracciano, un totale di 7 ettari di superficie, convinse immediatamente Page ad accettare l’incarico di coordinazione dei lavori. La dedizione operosa di Sanminiatelli, storico dell’arte ma soprattutto abilissimo giardiniere, insieme a quella dell’intera famiglia portarono, nell’arco di circa cinquant’anni, al risultato che è ora possibile ammirare - uno spettacolo imperdibile per ogni estimatore di giardini. Il Parco Botanico è organizzato secondo lo schema del Giardino all’Inglese, inframmezzato a intervalli da siepi sempreverdi caratteristiche del Giardino all’Italiana. Suo nucleo è la chiesa romanica di San Liberato, circondata da un bosco di castagni (Castanea sativa) che sfuma con gradualità nell’area del Parco vero e proprio. Ciò che lo rende particolarmente degno di nota è il numero delle specie presenti e la varietà della loro origine, nonché la maestria dei professionisti che ha permesso a piante tanto diverse di condividere lo stesso spazio, ideando scenari incomparabili. Ogni angolo racconta di una zona diversa del pianeta: ci si riposa sotto un grande Acero canadese e poi ci si lascia incantare dallo spettacolo elegante dei ciliegi giapponesi in fiore. I sentieri si aprono su scorci che ci colgono continuamente di sorpresa. Soprattutto pare incredibile la convivenza di Nysse, alberi della Canfora e del Ferro (Parrotie persiche), alti Liquidambar e Liriodendron tulipfera, che in questa stagione dispiegano i colori dei tulipani in fiore (crescono sulla pianta stessa!). Le piante acidofile occupano un’area importante della tenuta, dove si possono ammirare favolosi rododendri, profumati Choisya ternana, bambù neri e un’intera collezione di camelie. Una fontana in pietra è l’habitat di ninfee e ranocchie ed è anche il centro di una vasta galleria di rose: visitandola ci si immerge in un percorso di profumi e colori incantevoli. L’Orto dei Semplici è prospiciente alla Chiesa medievale e vi crescono erbe dalle proprietà mediche (chiamate appunto “semplici” dagli antichi coltivatori del tempo). Un cipresso e un fico pluricentenari sono i guardiani della Chiesa stessa e del campanile ad essa annesso, davanti ai quali la vista può spaziare indisturbata spaziando sull’intera superficie del Lago di Bracciano. Un piccolo laghetto è presente pure nella parte est del Parco di San Liberato. Vi crescono fiori di loto e ninfee e la dolcezza dei fiori del glicine rampicante incornicia un gazebo situato sulle sue rive. Sono luoghi dotati di vera magia, insomma, perfetti per la celebrazione di eventi altrettanto unici. Piante e fiori si intrecciano e susseguono a comporre questo mondo incantevole, che avvolge il visitatore e lo culla nella sua pace segreta, tutta naturale.

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