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Mini-bulbi eco-friendly
Inviato da admin il 27-01-2010 03:06
Mini bulbi

La terra si scalda… i bulbi si adeguano

In un’epoca di necessità e desiderio di economia ed ecologia, i bulbi da fiore primaverili, che permettono fino al 70% di risparmio idrico, sono la soluzione ideale. Il segreto si trova nel DNA di queste piante, originarie di zone con inverni freddi e asciutti: altipiani della Turchia per i tulipani, bacino del Mediterraneo per narcisi e crochi, Medio Oriente per muscari e giacinti. A ciò si aggiunge il lavoro degli ibridatori che nei secoli hanno costantemente migliorato le varietà. Eccezionali prestazioni di risparmio idrico sono offerte soprattutto dalle bulbose di piccola dimensione, capaci di fiorire con pochissima terra a disposizione e ideali per la naturalizzazione. E non è tutto qui: hanno scarsa necessità di fertilizzanti chimici e non è mai necessario usare antiparassitari.

Fioriture di fine inverno

Molte delle mini-bulbose primaverili hanno un altro vantaggio: piantate tra ottobre e novembre (ma anche dicembre, se non gela), sbocciano non appena si allenta la morsa del gelo. Dunque, via con bordure, vasi e cassette colme di piccoli tesori, ad esempio Iris reticulata dai fiori violetti e Iris danfordiae, giallo sole. Minuscole, capaci di resistere al gelo, queste specie producono fiori di piccola statura ma molto vistosi, già aperti nei tiepidi raggi solari di metà febbraio, ma anche prima dove l'inverno si mantiene mite e soleggiato. Precoci e incantevoli anche i crochi, da piantare a ottobre o, nelle zone più fredde, a settembre. Tra le bulbose mini, alte pochi centimetri, ci sono: Anemone blanda in tanti colori dal bianco all'azzurro al violetto, con fiori a forma di margherita; la scilla e la chionodoxa, entrambe parenti strette del giacinto, ma di aspetto più morbido e naturale; e Fritillaria meleagris dai piccoli fiori a testa in giù, con petali dal disegno quadrettato, l’unica ad apprezzare un terreno costantemente umido. Poi c'è l'eccezionale muscari: i suoi fiorellini alti da 10 a 20-25 cm secondo le varietà, dal bianco al blu profondo, sbocciano con grande facilità e abbondanza tanto in vaso come in piena terra.

Per chi vuole sperimentare, ecco i bucaneve e i campanellini, spesso confusi tra loro (Galanthus nivalis il primo, Leucojum vernum il secondo), da piantare non oltre ottobre; i narcisi nani, ideali da forzare o da coltivare in vasi, cassette, ciotole ma anche in bordure e da inselvatichire nei prati; i giacinti, un po' statici e formali ma anche molto facili. I narcisi crescono molto bene in vasi e cassette. I bulbi vanno collocati a poca profondità (nel dubbio, seguite la classica regola: piantare a una profondità pari al doppio dell'altezza del bulbo). La cassetta, in posizione soleggiata da ottobre-novembre in poi, non richiederà alcuna cura se non un po' d'acqua in caso di prolungata siccità con temperature stabilmente superiori allo zero. Le cure sono sempre poche, basta rispettare le poche regole di base: modesta profondità di piantagione, terreno leggero e aerato, esposizione soleggiata nei mesi invernali, assenza di persistente ristagno idrico. Non resta che mettersi al lavoro!

 

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