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L'hortus di Brera
Inviato da Alessandra il 31-01-2018 15:50
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Cominciamo il nostro itinerario partendo da una grande città metropolitana, Milano, che poco o nulla ha apparentemente a che fare con il mondo della botanica. Non è solo un’impressione: proprio nella zona del centro storico batte un cuore verde da tempo immemore, che però sono davvero in pochi a conoscere e frequentare: l’Orto Botanico di Brera, che insieme al Museo Astronomico forma oggi un complesso che permette ai visitatori di intraprendere un viaggio che porta dalle bellezze della terra a perdersi nella vastità del firmamento. Entrambi voluti dall’imperatrice austriaca Maria Teresa nel 1774, questi luoghi incantevoli vissero un lungo periodo di abbandono fino alla fine dello scorso secolo, quando passarono sotto la proprietà dell’Università degli Studi di Milano e conobbero nuovo splendore. Non per niente chi se ne prende cura sono studiosi della natura: l’intento originario per cui l’antica regnante creò l’orto botanico fu proprio quello scientifico-didattico. Doveva essere un laboratorio naturale per gli studenti e la coltivazione di piante officinali avrebbe rifornito la “Spezieria” di Brera, una sorta di farmacia pubblica dell’epoca. Dopo il restauro e la riapertura nel 2001, l’Orto Botanico milanese è diventato un museo universitario verde, riconosciuto dalla Regione Lombardia come strumento di testimonianza storica del modello culturale settecentesco. Coloro che se ne occupano, fortunatamente, sono spinti da una passione ben più intensa: loro obiettivo non è la mera conservazione, ma l’insegnamento e la diffusione. È infatti da oltre 30 anni che il giardino di Brera ospita scolaresche e organizza progetti ed eventi che mirano a promuovere la conoscenza della natura come parte integrante (e che arricchisce parecchio!) dell’esperienza di vita di ognuno di noi. Ma cosa aspetta il curioso che si avventura per i corridoi degli edifici di Brera fino ad arrivare al suo polmone verde? Presto detto: su un’estensione relativamente ridotta (5.000 metri quadrati) crescono le più disparate specie vegetali, organizzate in aiuole restaurate secondo il progetto originario per ospitare varie collezioni. Si passa dunque dall’immersione nei profumi delle piante officinali più disparate alle aiuole dedicate al genere Salvia per giungere all’area dove sono coltivati gli ortaggi di stagione. Chi ama i fiori non ha da temere: Brera ospita una vastissima collezione di bulbi primaverili che in questa stagione fanno risplendere il piccolo giardino dei colori più brillanti e diversi. Non si tratta di uno spettacolo qualsiasi: lo spazio coltivato a bulbose è stato studiato in collaborazione con il Centro Internazionale dei Bulbi da Fiore di Hillegom per applicare le conoscenze dei maestri olandesi riguardo la funzione estetica nell’abbellimento delle aiuole dedicate ai bulbi nel cuore di Milano. Le più svariate cultivar di narcisi, tulipani, giacinti e campanelle fioriscono nel clima mite primaverile regalando uno spettacolo di intensa ed elegantissima bellezza. Le sorprese non finiscono qui: il giardino ospita dal tempo della sua fondazione tre maestosi alberi: un tiglio che sfiora i 40 metri di altezza e due ginkgo biloba importati dalle terre cinesi, fra gli esemplari più antichi d’Europa. Difficile compilare un elenco esaustivo di ciò che si può ammirare in questo piccolo incanto naturale: quasi 300 sono le specie diverse che vi crescono. Più semplice è decidere di andare a scoprirlo con i propri occhi: avrete la possibilità di farvi coinvolgere dagli appassionati del verde di “Storia e Scienza a Brera” in una delle numerose iniziative per adulti e bambini che animano l’Orto Botanico, soprattutto nella stagione primaverile. Imparare a prendersi cura dell’orto o del giardino, capire come utilizzare le piante in cucina o come compostare diventa un’esperienza che coinvolge tutti i sensi e le emozioni, quando la location del corso è un angolo di paradiso verde in mezzo alla città. 

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