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Piante da interno: le felci, più facili di quanto si creda!
Inviato da Redazione GI il 28-02-2011 18:12
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Si dice che le felci siano difficili: non è del tutto vero. Tante sono le specie disponibili, dagli italici capelvenere (Adiantum capillusveneris, riprodotta nella foto) e felce maschio (Athyrium filix mas) alle esotiche Nephrolepis exaltata e Platycerium bifurcatum. Tutte però desiderano le medesime attenzioni per una corretta coltivazione (per la quale rimandiamo al post dedicato alla coltivazione in piena terra in giardino, in particolare alle felci) e le stesse cure per prosperare in casa. Vediamole insieme.

L’ambiente giusto: dev’essere luminoso ma senza raggi diretti a colpire la superficie delle fronde (è improprio chiamarle foglie) per non bruciarle. La temperatura ideale è compresa fra 10 e 20 °C, tenendo presente che le specie italiane gradiscono una maggiore frescura rispetto a quelle tropicali. Poi viene il fattore fondamentale: l’umidità dell’aria. Provenendo tutte da boschi e foreste, dove l’atmosfera è per sua natura satura di goccioline d’acqua, soffrono terribilmente se collocate in una stanza dove l’aria è secca o, peggio, vicino a un termosifone. La loro posizione ideale è nella stanza da bagno o, in subordine, in cucina per le felci di origine tropicale. Anche la camera da letto, se non troppo riscaldata, può andar bene. Quando nessuno dei locali a nostra disposizione risulta perfetto, dobbiamo vaporizzare ogni giorno le fronde con acqua lasciata riposare per un giorno nella pompetta. Inoltre, nel sottovaso uno strato di ghiaia o di argilla espansa mantenuto sempre coperto da un dito d’acqua aiuta molto.

L’umidità deve riguardare anche il terriccio: tastiamolo con il dito ogni giorno, per poi irrigare nel sottovaso se tende ad asciugarsi. Non deve però mai apparire fradicio. Il substrato deve avere una reazione acida (le felci sono tendenzialmente acidofile), quindi dev’essere a base di torba. Una miscela idonea comprende 2 parti di torba, mezza di buona terra da giardino e mezza di sabbia di fiume. Anche l’acqua per l’annaffiatura è bene che non sia calcarea: lasciamola riposare nell’annaffiatoio per almeno 24 ore e versiamola senza vuotare il fondo. Da marzo a settembre le piante desiderano nell’acqua d’irrigazione un’aggiunta di fertilizzante liquido per piante verdi ogni 3 settimane. Eliminate alla base le fronde secche. Non amano le correnti d'aria, nè calda nè fredda, perchè la seccano. Si moltiplicano per divisione dei cespi ormai molto grandi, tra maggio e luglio.

Non hanno nemici, se non la scarsa umidità ambientale, che secca le fronde a partire dalle punte e le scolorisce lungo tutto l’asse. Il perdurare dell’aria secca le può seccare completamente.

 

 

Ecco il nostro video tutorial sulla divisione delle felci:

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