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Un nuovo progetto per il Giardino della Triennale
Inviato da Alessandra il 17-01-2018 14:44
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Un nuovo progetto per il Giardino della Triennale di Milano con Orticola di Lombardia Milano, 16 gennaio 2018 La Triennale di Milano avvia un progetto per la valorizzazione del giardino, in considerazione del suo ruolo all’interno del Palazzo dell’Arte. Questo rinnovamento è dettato anche dalla necessità di maggiore flessibilità e specifico ammodernamento, dal cambiamento dei tempi e dell’operatività stessa della Triennale nei confronti del pubblico e della città. Il giardino infatti non è solo un gradevole spazio esterno di pertinenza del Palazzo dell'Arte, ma ospita opere di grande valore come i Bagni misteriosi di Giorgio de Chirico, e una importante collezione di installazioni, che sono parte integrante dell'offerta culturale della Triennale di Milano. Da qui l’idea di affidarsi a Orticola di Lombardia per una prima esplorazione e all’architetto paesaggista Filippo Pizzoni per il perfezionamento del progetto. Il progetto ha lo scopo di dare maggior risalto alle installazioni, e al contempo sottolineare lo spazio del giardino e la sua particolare forma ad anfiteatro, nel quale hanno una posizione predominante i Bagni Misteriosi. Si prevede di creare uno sfondo, come una quinta scenica, che sottolinei il valore delle opere presenti, dando al contempo un limite, una soglia, che definisca lo spazio del giardino rispetto al parco circostante, oltre la cancellata. In questo modo si valorizza lo spazio conchiuso del giardino e il suo ruolo espositivo: esso non è uno spazio secondario del museo ma è parte integrante del sistema museale. La quinta verde ha lo scopo principale di consentire, dall'interno, una maggior concentrazione sulle opere e sullo spazio che le contiene, senza però ridurre l'introspezione dall'esterno; la quinta avrà, dall'esterno, il ruolo di attrarre, senza svelare subito il contenuto. La quinta si compone di otto aiuole, dal carattere monospecifico e molto definito, da ottenersi con piante cosiddette “architettoniche” che, come installazioni “vive”, si allineano al perimetro del giardino, insinuandosi direttamente nello spazio interno per dialogare con le installazioni e con gli alberi. Le aiuole creano delle aree espositive all'interno delle quali emergono le opere, e si dispongono secondo varie inclinazioni, in modo da aprirsi verso il visitatore, creare prospettive diverse a seconda del percorso di visita delle installazioni, e sottolineare così il “mostrare”, lo spazio teatrale, lo spettacolo. Il progetto, a cura da Filippo Pizzoni con la collaborazione di Susanna Magistretti, responsabile di Cascina Bollate, il vivaio del Carcere di Bollate, e Andrea D'Ascola con Alberto Corti Giardiniere, prevede la piantagione, nelle otto aiuole, di erbacee perenni e graminacee: acanto (Acanthus mollis, A. spinosus), bergenia (Bergenia 'Eric Smith'), carice (Carex pendula) e calamagrostis (Calamagrostis x acutiflora Karl Foerster'). Le forma particolare delle aiuole, a triangolo, è sottolineata da cordoli metallici che sottolineano in maniera delicata ma decisa, il loro ruolo nel comporre nuove prospettive. L'intervento si inserisce nell'ottica di una gestione sostenibile delle risorse: a fronte di un progetto contenuto ed essenziale che non deve avere un impatto eccessivo e non deve aumentare in modo significativo l'impegno manutentivo, si è scelto di impiegare piante che, oltre ad adattarsi alle condizioni del luogo, non richiedono particolare apporto d'acqua, nel rispetto del risparmio energetico. Infine, in ottemperanza a quanto previsto dal regolamento del Verde di Milano, è necessario piantare un albero, in sostituzione di un esemplare precedente morto. Il progetto prevede la piantagione di una Davidia involucrata o Albero dei fazzoletti. La scelta si è orientata secondo diversi criteri: sostanzialmente, da un lato è stato mantenuto il criterio della alta ornamentalità nel rispetto del progetto originario del Parco Sempione, dall'altro si è optato per una specie che non avesse uno sviluppo eccessivo negli anni e si potesse inserire in modo armonico nell'area disponibile; infine, dal punto di vista estetico, si è privilegiato un albero che avesse il suo momento di massima spettacolarità a primavera, in corrispondenza dell'apertura del giardino, e in particolare in aprile. 

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