Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
news
People
Sognando l’India
Inviato da admin il 27-01-2010 03:06
Apertura web_1

Si parte da Gonvindghat, un piccolo paese a 1800 metri d’altezza incastonato in una lunghissima valle montuosa che si percorre partendo da Haridwar o dalla celebre Rishikesh, nello stato dell’ Uttarkhand. La tortuosa strada di mezza costa che porta qui è spesso tempestata di frane, soprattutto nella stagione estiva dei monsoni, che d’altronde è anche il periodo migliore per visitare la valle. A Govindghat non stupitevi per l’intenso traffico di Sikh (gli indiani fedeli alla religione Sikh, riconoscibili dal turbante e dalla folta barba, oltre che dalle lunghe sciabole che penzolano dalle tuniche); da lì infatti parte un pellegrinaggio all’Hemkund Sahib, un importante lago sacro a 4.600 metri d’altezza, che si raggiunge tramite una lunga salita percorribile solo a piedi o sulla mula. Con 4/5 ore di buon passo si arriva a Ghangharia, un borgo nascosto in una splendida foresta di cedri a 3.050 metri d’altezza: qui, per ristorarsi e ritemprarsi, si trovano hotel e ristoranti, oltre a un suggestivo Gurudwara sikh (tempio della tradizione indiana). È questo il punto di partenza per raggiungere la nostra destinazione.

La Valley Of Flowers

Lasciata alle spalle Ghangharia, circondata da alte montagne nutrite di acqua e cascate, un sentiero semi selvaggio si inerpica in un bellissimo bosco di piante d’alto fusto, fitte e profumate, prima di ridiscendere a guadare un torrente impetuoso e risalire di nuovo rapidamente. Il senso d’attesa è sempre maggiore, soprattutto per la vista chiusa dai boschi. Infine, eccola: superato un costone roccioso si apre, grandiosa e opulenta di fioriture, Valley of Flower. Ovunque si volti lo sguardo, lunghi prati di felci e di fiori riempiono l’aria di luglio. All’occhio risaltano i colori variegati dei primi piccoli fiori. Addentrandosi, la varietà si fa sempre maggiore, e le fioriture rosse, alternate a quelle blu cristallino, compongono un mosaico selvatico ipnotizzante. Si può ammirare Morina Longifolia, che si staglia isolata e Dactylora hatagirea le fa da colorato contrapposto, con la sua dolcezza di forma e colore, ma soprattutto con il suo profumo puro e armonioso. Il nostro viaggio in questo eden fiorito continua; dopo circa sei chilometri, una leggera salita ci apre un paesaggio mozzafiato. Il Pushpawati river, che scorre nel centro della valle, forma delle anse secche e luminose, abbagliate dal sole cocente.

Migliaia e migliaia di Epilobium latifolium tingono di rosa il letto ghiaioso, colorandolo a chiazze quasi fosse pittura di macchiaioli. E tutto intorno, si aprono montagne verde smeraldo che svelano in cima estesi ghiacciai e vette innevate da cui scendono in picchiata numerose cascate. Scendiamo quasi di corsa, per accarezzare l’acqua e i delicati Epilobium che si appoggiano al suo fianco. Davanti a noi, comincia a intravedersi la fine della valle, più brulla, scura, pendente. Ci affacciamo, ma ormai è tempo di tornare indietro, sono le due, e abbiamo 8 chilometri da ripercorrere.

CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE
LA RIVISTA