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La panacea dell'inverno: l’Amamelide
Inviato da Redazione GI il 24-11-2017 12:32
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Poco conosciuta e diffusa in Italia, l’Amamelide fiorisce nei mesi invernali e colora inaspettatamente la natura dormiente. E’ una pianta dalle innumerevoli proprietà: un vero tesoro nel pieno dell’inverno.

 

Forse furono proprio i suoi boccioli dorati che, aprendosi nel torpore e nella secca immobilità della natura invernale, attirarono l’attenzione dei Nativi Americani verso l’Amamelide. L’utilizzo della pianta fu comune e diffuso in varie tribù: i Potawatomi cuocevano i ramoscelli sulle rocce bollenti e li utilizzavano per lenire i dolori muscolari, gli Osage raccoglievano la corteccia per usarla nel trattamento di ulcere e piaghe, gli Iroquoi ne facevano un decotto per curare dissenteria, tosse e raffreddore, i Mohicani mostrarono ai coloni inglesi come utilizzare i suoi rami biforcuti per trovare le fonti d'acqua sotterranee. E' una credenza che rimane fino ai giorni nostri, almeno secondo l’opinione di Curtis Strong: "Un vecchio sciamano mi ha insegnato come fare, e sono riuscito a individuare quasi 30 fonti con questo metodo." L'affermazione suonerà paradossale ai più, ma a parlare di rabdomanzia è il proprietario del maggiore fornitore di amamelide a livello mondiale: ogni anno Curtis e i suoi figli riforniscono l'American Distilling di 80 tonnellate di questa pianta, comunemente conosciuta in America come "nocciolo della strega