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Frutta secca… per tutto l’anno! - Parte 1
Inviato da Sara il 08-11-2017 16:20
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Dall’alimentazione tipica delle feste natalizie arriva una nuova, inaspettata e buona (in tutti i sensi!) abitudine da conservare per tutto l’anno: il consumo di frutta secca.

Noci e nocciole, mandorle e pistacchi, arachidi e anacardi: queste prelibatezze mancano raramente sulle nostre tavole imbandite di tutto punto in occasione delle festività invernali. Siamo abituati a considerare la frutta secca uno “strappo alla regola” che possiamo concederci una volta ogni tanto, per regalare un vizio al nostro palato... Eppure negli ultimi anni abbondano le ricerche scientifiche che associano ai frutti secchi proprietà tali da portare  alla convinzione che siano cibi preziosi, da inserire nell'alimentazione quotidiana. Dietologi e nutrizionisti affermano addirittura che un moderato consumo moderato giornaliero possa aiutarci a mantenere la linea. Cerchiamo allora di capirci di più: quest’anno potremo approfittare delle feste per riscoprire una naturale golosità da concedersi tutti i giorni, in tutte le stagioni... ecco come e perché.

Prima di tutto, cosa intendiamo con “frutta secca”? Quando ne parliamo, siamo comunemente soliti raggruppare due grandi famiglie di alimenti che, però, poco hanno a che fare l'un con l'altra, soprattutto a livello nutrizionale: la frutta polposa essiccata (o frutta secca glucidica) e la frutta secca oleaginosa, o semi oleosi. La prima possiede un elevato quantitativo d’acqua allo stato naturale - è polposa - e viene poi sottoposta ad essiccazione: mele, albicocche, fichi, uva sultanina, cocco e ananas sono solo alcuni degli esempi di frutti che si possono trovare in commercio nella loro versione disidratata, a lunga scadenza. Come suggerisce la denominazione, la frutta secca glucidica è un concentrato di zuccheri (o glucidi) naturali: se contiamo che con l'essiccazione il peso dei frutti polposi si riduce di almeno 4 volte, consumandone un etto assumeremo un quantitativo di zuccheri (ma anche di alcuni microelementi che non sono intaccati dal trattamento ad alte temperature) nettamente superiore a quello contenuto nella corrispondente versione “al naturale”.

Con il termine di “frutta secca”, però, ci riferiamo comunemente al gruppo dei semi oleosi, anche detto frutta secca oleaginosa. Qualche esempio: mandorle, nocciole, noci, arachidi, anacardi... Sono tutti quei semi ben forniti di oli (che costituiscono la grande riserva energetica necessaria alla crescita della futura pianta) e racchiusi in un guscio protettivo più o meno spesso e rigido. Come prima accennato, non è solo la forma dei frutti ad essere diversa: sul piano nutrizionale essi contengono ben pochi zuccheri semplici e abbondano in grassi insaturi e polinsaturi, nonché in microelementi dalle eccellenti proprietà.

 

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