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Fiori d’inverno: curiosità sull’Elleboro
Inviato da Sara il 07-11-2017 15:10
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Se oggigiorno la sua popolarità rimane scarsa, nell'antichità l'Elleboro era molto conosciuto, soprattutto da medici e botanici. Molti sono, infatti, gli autori che hanno lasciato testimonianza dei suoi molteplici e fantasiosi impieghi come rimedio per i mali più svariati: dall'epilessia al tetano, dalla gotta all'idropisia, poi la sciatica, le vertigini...

Leggenda vuole che il primo ad utilizzarlo fu Melampo, un pastore che dopo aver osservato l'effetto purgante del fiore sul suo gregge di pecore, si servì dell'Elleboro per curare l'infermità mentale di cui soffrivano le figlie di Preto, re di Argo (guadagnandosi la mano di una delle principesse e il dominio su parte del regno!). Plinio il Vecchio è uno degli antichi studiosi che cita questa leggenda e, appunto, associa ai bianchi fiori dell'Elleboro particolare efficacia contro la pazzia. Un'opinione apparentemente diffusa tra i suoi contemporanei: chi “aveva bisogno dell'Elleboro” - ovvero, i folli – veniva inviato ad Antycira, vicino Corinto, per soggiornare in mezzo a un paesaggio naturale ricco delle suddette piante. Esse trovano posto anche all'interno di tradizioni popolari relativamente più vicine ai giorni nostri. In Inghilterra, ad esempio, si dice che spargendo la polvere delle sue radici mentre si cammina, si ha la possibilità di rendersi invisibili. Una leggenda cristian