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Nel paradiso scozzese delle piante e della ricerca
Inviato da Redazione GI il 03-11-2017 14:57
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Dominato da grandi alberi, spazi erbosi circondati da bordure fiorite e la grande serra delle palme costruita in epoca vittoriana, il fascino e l’interesse che suscita il grande spazio verde dei Royal Botanic Gardens Edinburgh è innegabile. 

 

Oltre 30 ettari di bellezza

Sito internazionale di eccellenza orticolturale, i Royal Botanic Gardens sono a poco più di un chilometro dal centro pedonale della città e raccolgono in un bel paesaggio calmo e rilassante, molto frequentato da turisti, visitatori e appassionati da ogni angolo del mondo, in grado di affascinare scienziati e ricercatori così come i semplici curiosi non esperti di piante. Per dare un’idea: oggi qui c’è la più grande collezione di piante cinesi al di fuori della Cina; è possibile ammirare una perfetta riproduzione dell’ambiente e della flora rara delle Highlands scozzesi, difficile da vedere persino in natura, data la rarità di alcune piante; oltre 5000 piante alpine sono coltivate nello spettacolare rock garden; le bordure di erbacee perenni stupiscono anche i giardinieri più esigenti… E c’è anche un giardino di fiori dedicato alla memoria della Regina Madre, con le piante più amate dalla famiglia reale inglese, pur non essendo in testa alle preferenze degli scozzesi…

 

Collezioni di piante da tutto il mondo

L’arboretum ospita notevoli collezioni di conifere, di rododendri e di altre Ericacee; qui crescono enormi esemplari di Sequoiadendron giganteum, la sequoia dei parchi nazionali californiani, ma anche enormi faggi, una collezione di aceri e di sorbi dai bellissimi colori autunnali. L’autunno è infatti una delle stagioni più belle; gli alberi assumono colori molto intensi grazie alla forte escursione termica, alle giornate soleggiate (il clima è migliore che in estate, spesso piovosa) e alle perfette condizioni di coltivazione, che favoriscono l’intensificazione dei cromatismi sul fogliame prima della caduta.

 

Le serre tropicali

Sul lato nord-est dei Royal Botanic Gardens sorge lo spettacolare edificio vittoriano con la serra tropicale delle palme, la più alta di questo tipo nel Regno Unito ed una delle più alte nel mondo. Qui c’è una zona nella quale il visitatore può sperimentare ben 10 diverse fasce climatiche, ciascuna allestita con le piante tipiche, dalle Cicadee alle felci, con un ampio assortimento di specie da fiore di ogni angolo del mondo. Le serre accolgono anche una collezione di specie vegetali di interesse mondiale sul piano alimentare ed economico, e ci sono numerose rarità come il rododendro Vireya, endemismo del Borneo. Proprio dal Borneo arriva una pianta che nello scorso agosto ha attirato qui ogni giorno centinaia di appassionati: l’aro titano, il fiore più grande nel mondo delle piante, il cui nome botanico è Amorphophallus titanus. Sbocciato e cresciuto rapidamente fino a superare i 230 cm, ha anche avuto l’eccezionale durata di 7 giorni in fiore. Si tratta di un evento eccezionale perché questa pianta fiorisce raramente e in ogni caso solo ogni 5-10 anni normalmente, ma questa volta è fiorito a distanza di solo 2 anni. In Italia ne fiorì una nei giardini botanici di Firenze alcuni anni fa. Spettacolare anche la collezione di orchidee, con specie e varietà rare, di incredibile bellezza.

 

La terrazza cilena, il cortile dei fossili, la yurta siberiana e i funghi

La visita ai Royal Botanic Gardens comprende numerose altre curiosità, come l’area di piante cilene, importante perché comprende specie che sono a rischio di estinzione in natura, o il cortile dei fossili, dove è possibile ammirare e toccare i tronchi fossili di Pitys withamii, una conifera di 320 milioni di anni fa, in piena epoca giurassica. Furono trovati per caso in Scozia a metà ‘800. Qui, intorno a questi due “grandi vecchi”, sorgono alberi la cui evoluzione è stata minima da epoche lontanissime, come il wollemi pine (Wollemia nobilis), alcune araucarie, la conifera Metasquoia glyptosproboides. Molto curiosa anche la yurta, perfetta ricostruzione in ogni dettaglio delle tipiche abitazioni in tela e pali in legno, utilizzate dalle popolazioni nomadi della Siberia. Viene utilizzata per ospitare incontri e accogliere le scolaresche che ogni giorno, numerose, visitano i giardini. Intorno c’è un’area etnobotanica, dove sono coltivate specie medicinali utilizzate da popolazioni diverse nel mondo, come la stranissima Silphium perfoliatum, una specie americana che i nativi utilizzavano proprio come facciamo noi ora con il chewing gum, un passatempo “saporito” (sa di menta, anche se non ha alcuna parentela con il genere Mentha, è un’Asteracea) che serviva anche per pulire i denti. 

Persino i funghi trovano qui il loro regno: il Cryptogamic Garden è un’area dedicata alla crescita di funghi di varie specie, a scopo scientifico di studio e ricerca.

 

Un tempio della ricerca scientifica

La libreria botanica, una delle più fornite, e i laboratori di ricerca contribuiscono ad affermare i Royal Botanic Gardens come un riferimento mondiale nel campo del lavoro di ricerca, con numerosi team all’opera su tematiche diverse e con una grande apertura a studiosi e ricercatori, anche molto giovani, provenienti dall’Europa e dal mondo. Non è un caso che qui da molti anni si lavori sui cambiamenti climatici locali e mondiali, che possono mettere a rischio la vegetazione e causare la rapida sparizione di endemismi rari e preziosi per la biodiversità e le catene alimentari. 

Chi decide di visitare Edimburgo, che pure merita un soggiorno per i suoi tanti motivi di interesse, non deve perdere i Royal Botanic Gardens: in qualsiasi stagione sono affascinanti, anche nel cuore dell’inverno, e in dicembre viene allestito uno straordinario spettacolo di luci che aggiunge fascino, invitando alla visita in occasione delle aperture serali prenatalizie. Che, naturalmente, non perderò!

 

Come e quando visitare i Royal Botanic Gardens 

I giardini botanici sono aperti tutti I giorni salvo il giorno di Natale e il 1° gennaio, dalle 10 a orari diversi nel pomeriggio in base alla stagione. L’accesso è gratuito (si paga solo per accedere alle serre). All’interno ci sono un ristorante, due caffé e un punto vendita rifornito di piante particolari. I percorsi sono quasi tutti accessibili anche con sedia a rotelle.

Info: www.rbge.org.uk (nel sito sono presenti sezioni dedicate anche alle altre tre sedi dei Royal Botanic Gardens in Scozia, a Benmore, Dawyck e Logan).

 

(Testo di Nicolò Patelli, pubblicato su Giardinaggio 5/2017)