Video in primo piano
PONI UNA DOMANDA
news
People
Firenze, gioiello d’arte e di natura
Inviato da admin il 27-01-2010 03:06
Limonaia_apertura

I bei giardini fiorentini sono nati per accompagnare le serene architetture rinascimentali e nel tempo si sono trasformati per seguire i fasti del Barocco e del Rococò, il romanticismo ottocentesco e più tardi quella rivoluzione del gusto e dello stile dovuta a influenze inglesi e nord europee. Se già in epoca romana la città era conosciuta per il suo verde, saranno i Medici a favorire lo sviluppo di nuove concezioni paesaggistiche con la costruzione di stupende ville intese come luoghi di piacere e riposo o di rappresentanza, come Boboli.

Il Giardino dei Semplici

Si chiamavano “semplici” quelle varietà vegetali con virtù terapeutiche che fin dal Medioevo si coltivavano nei giardini e negli orti cittadini, detti così “Orti dei semplici”. In Toscana sarà il duca Cosimo I de’ Medici a far costruire a Pisa prima e a Firenze poi orti “accademici” che integrassero dal vero le lezioni degli studenti della Facoltà di Medicina e dove fosse possibile far acclimatare piante esotiche provenienti da habitat lontani. Ma è ai primi del Settecento che il luogo conosce un periodo di grande splendore quando Cosimo III chiama a dirigerlo il celebre botanico Pier Antonio Micheli che lo rende un centro di studio e ricerca a livello europeo. Il Giardino dei Semplici ricopre oggi una superficie di quasi 24.000 metri quadrati, con un ampio spazio occupato dalle zone all’aperto, dalle grandi aiuole e dalle celebri serre divenute l’habitat d’elezione per alcune delle collezioni di maggior valore storico e scientifico. Si possono ammirare anche le rarità custodite nella serra calda, gemella di quella fredda: qui sono messe a dimora diverse piante alimentari e di provenienza esotica, come quelle del caffè, del cotone, del cacao, il banano, l’albero del viaggiatore Ravenala madagascariensis e la collezione delle Aracee con numerosi esemplari di Amorphophallus titanum, un’erba gigante endemica di Sumatra scoperta nell’Ottocento dal naturalista ed esploratore fiorentino Edoardo Beccari. Usciti dalla magica atmosfera delle serre, si può passeggiare all’aperto, per i viali del giardino che anche in autunno inoltrato offrono spettacoli suggestivi.

Le meraviglie di Boboli

Il nostro itinerario non può prescindere da uno dei più celebri giardini del mondo: quello di Boboli, grandioso esempio di parco rinascimentale all’italiana. Furono i Medici, con Eleonora da Toledo moglie di Cosimo I, a curarne per primi la sistemazione affidandone il progetto a Niccolò Tribolo. L’impostazione geometrica, “razionale”, dei viali e della vegetazione venne rispettata anche dagli architetti che vi operarono dopo di lui. A loro e agli altri che si sono succeduti nel tempo, ai tanti esperti di botanica e giardinaggio, spetta il merito di aver arricchito un giardino già superbo di stupefacenti opere scultoree e vegetali: il Viottolone dei cipressi, l’Anfiteatro dove un tempo si tenevano gli spettacoli di corte, la Cerchiata di lecci, i Labirinti di verzura, il Giardino degli ananassi, il Kaffehaus in puro stile rococò, la Limonaia, la Palazzina della Meridiana, le vasche, le fontane e le innumerevoli statue di putti, fauni, cavalli alati, divinità, creature enigmatiche e mostruose di epoca rinascimentale e barocca.

CRESCIAMO INSIEME
CERCA NEL PORTALE
LA RIVISTA