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La Cipolla Egiziana - Origine Storia Coltivazione e Cucina
Inviato da Redazione GI il 09-01-2017 15:00
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Al giorno d’oggi unire l’agricoltura, la scrittura e  l'arte della cucina può sembrare un azzardo, ma non per Marco Damele, floricoltore di Sanremo e da oggi neo-scrittore, al suo esordio nel panorama editoriale, con un libro dedicato alla biodiversità orticola, dal titolo “La Cipolla Egiziana - Origine Storia Coltivazione e Cucina” (Edizioni Zem).

Un viaggio nel tempo unico nel suo genere, per scoprire e conoscere dalle origini la storia di un antico bulbo reintrodotto in questi anni nell’estremo ponente ligure grazie alla tenacia e passione di Damele e di decine di agricoltori, con caratteristiche importanti sia per la facilità di coltivazione e utilizzo in cucina che per l’adattabilità che manifesta anche in condizioni climatiche estreme e disagiate e perchè no, anche in un'ottica di rilancio per tutto il comparto agrofloricolo del Ponente ligure.

Il libro, impreziosito da fotografie e schemi storici riassuntivi, nasce da anni di studio che hanno portato l'autore a confrontarsi oltre che nel suo orto-laboratorio nella Val Nervia (IM), anche con laboratori ed istituti di ricerca russi, per cercare di trovare un origine "comune" ad un bulbo che in questi anni sta vivendo una seconda giovinezza diventando un vero e proprio esempio di recupero della biodiversità. La pubblicazione, edita dalla Edizioni Zem,  è suddivisa  in due parti, trattando inizialmente una descrizione storica e botanica sulla genesi della cipolla egiziana ligure con aneddoti  e consigli sulla coltivazione e si conclude con un ricco ricettario  dove poter trovare idee e suggerimenti sull’utilizzo quotidiano in cucina  di questo bulbo conosciuto e apprezzato anche da Libereso Guglielmi, a cui è dedicata la copertina con un suo bozzetto originale. Come afferma da sempre Damele “è importante parlare di tutela dei semi e biodiversità, ma è fondamentale che questi prodotti siano anche presenti nelle nostre cucine e apprezzati da chi li consuma. La migliore forma di salvaguardia per l’agricoltura è proprio quella di promuoverla attraverso la tradizione e l’alimentazione, anche  con ricette che parlino di stagionalità dei prodotti, biodiversità, Km0 e fantasia”. 

 

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